Il solstizio d’inverno, i magi e la neve sul presepe.

Non ho mai capito il motivo della neve sul presepe di
natale. In effetti la notte della nascita di Gesù, ammesso e non
concesso che fosse il 25 dicembre, in Palestina di certo non
c’erano temperature vicine allo zero da far nevicare. E se faceva
così freddo com’è che i pastorelli del mio presepe erano sempre
vestiti di pochi abiti e per lo più primaverili? Ma poi i cammelli!
Ve li immaginate ad arrancare nella neve nei giorni dell’epifania?
No, è impossibile che ci fosse la neve e poi, per tagliare la testa
al toro, basta consultare un sito meteo per apprendere che adesso
mentre scrivo (è il 24 dicembre e sono le 23.30) a Betlemme ci sono
ben 9 gradi. Quindi niente neve. E’ probabilmente una nostra
aggiunta successiva per rendere il natale più “magico” o più vicino
alle temperature europee. Un’aggiunta o meglio una
reinterpretazione. La cosa divertente è che il “natale” è stato
innumerevoli volte reinterpretato da svariate culture e da diversi
culti religiosi, e non solo per quanto riguardava la neve del presepe;
ci sono cose molto più gustose. In questo post mi piacerebbe
parlare del cristianesimo e di come abbia reinterpretato in suo
favore miti e leggende che esistevano migliaia di anni prima della
nascita di Gesù. Sono moltissimi i popoli che in antichità
festeggiavano, proprio nei giorni del natale, una della loro
festività più importanti. Casualità o c’è qualche spiegazione?
Motivazioni possibili ce ne sono diverse ma per questa volta ho
deciso di giocare con voi al “piccolo astronomo”. Infatti sono
decine le storie e le leggende che appartengono a varie culture e
religioni del passato e che possono essere intese come metafore di
movimenti degli astri nel cielo. In pratica si pensa che gli
antichi inventassero leggende mitologiche per dare una forma più
definita al movimento degli astri nel cielo. Gli esempi sono
diversi, e fra questi c’è anche la vicenda di Gesù. Non ci credete?
Allora spalancate gli occhi e continuate a leggere. Per capire bene
il senso di quanto stiamo dicendo è necessario essere certi di
conoscere bene il moto del sole nel cielo durante tutto l’anno
solare. (N.B. so perfettamente che è la terra che si muove intorno
al sole e non viceversa ma per comodità, mi riferirò sempre al
movimento del sole in quanto è quello che viene percepito dalla
terra stessa, dal nostro punto di vista). Il sole sorge ad est e
tramonta e ovest, su questo credo che saremo tutti d’accordo. Ma
non sorge sempre nello stesso punto preciso e soprattutto non
compie sempre la stessa traiettoria nel cielo: dipende dal periodo
dell’anno in cui ci troviamo. In estate il sole segue una
traiettoria lunga e decisamente alta nel cielo, in inverno una
traiettoria breve e decisamente bassa sull’orizzonte. Per questo
l’inverno è più freddo dell’estate e le ore di luce sono molte più
a giugno che a dicembre. Per capire bene questo movimento fissiamo
il giorno in cui il sole compie la traiettoria più alta nel cielo,
quello sarà il giorno dell’anno in cui le ore di luce saranno più
numerose; quel giorno è il solstizio d’estate (circa il 21 giugno).
Da questo momento di apice, giorno dopo giorno, il sole tenderà a
disegnare nel cielo un arco sempre più basso sull’orizzonte fino a
raggiungere il momento in cui il suo movimento sarà bassissimo;
quello sarà il giorno più buio dell’anno ovvero il solstizio
d’inverno (circa il 21-22 dicembre). Ovviamente dal solstizio
d’inverno la traiettoria del sole riprenderà a salire per arrivare
al suo massimo al solstizio d’estate e poi il ciclo ricomincia. Il
disegno qui sotto spero che chiarirà meglio delle mie parole
eventuali dubbi.

20121225-015503.jpg Va anche detto che in antichità, praticamente tutti
i culti “pagani”, adoravano il sole come una divinità. In effetti è
proprio da quell’astro che la terra trae il calore e l’energia per
produrre e sostentare la vita. Quindi per gli antichi il momento
del solstizio di inverno era il momento in cui il sole “stava
morendo” (perchè la sua traiettoria era bassissima) e i giorni
successivi (quelli in cui il sole ricomincia a spostarsi verso
“l’alto”) erano sempre accompagnati da grandi feste per la sua
“rinascita”. Quando il cristianesimo si impose sui culti pagani
europei assorbì le festività precedenti facendole sue e attribuendo
a queste un significato legato al suo culto. E’ abbastanza
intuitivo pensare che,in questa ottica, il momento dell’anno
migliore per collocare la nascita del “salvatore” fosse proprio nei
giorni in cui il sole ri-nasceva, che sono proprio i giorni
successivi al solstizio d’inverno. Sono gli stessi storici a
confermare che difficilmente la nascita di Gesù avvenne il 25
dicembre. Molti parlano di novembre, gennaio, addirittura marzo o
maggio. Altri invece lo collocano proprio il 25 dicembre ma si
tratta di storici vissuti diversi secoli dopo le vicende di Gesù. I
più prossimi a lui invece non citano, quasi mai, quella data
fatidica. Comunque sia andata le analogie fra la storia di Gesù e
il movimento delle stelle nel cielo non sono finite. Ce ne sono
molte altre. Sarà un caso che la resurrezione di Gesù viene
festeggiata qualche settimana dopo l’equinozio di primavera? Gli
equinozi sono dei giorni dell’anno simili ai solstizi ma in cui il
sole, invece di essere al suo “minimo” o al suo “massimo”, è in una
posizione per cui la durata del giorno è identica a quella della
notte. Due punti intermedi del ciclo fra i solstizi che abbiano
descritto prima. (lo stesso termine “equinozio” deriva dal latino
“equi noctis” cioè “notte uguale” al giorno). I giorni successivi
all’equinozio di primavera (e fino all’equinozio di autunno) sono
giorni in cui le ore di luce sono maggiori di quelle di buio e in
questa ottica si capisce perchè collocare la resurrezione proprio
in questo periodo (è il dio-sole che “vince” sulle tenebre). Ma
l’aspetto che più mi ha colpito nella spiegazione del cristianesimo
attraverso l’astronomia è quello reativo alla vicenda dei 3 re
Magi. Qui c’è da allacciarsi le cinture di sicurezza! Per spiegare
questa analogia dovremo fare la conoscenza con 3 stelle in cielo
(molto famose) che in antichità erano proprio chiamate “i 3 re” (o
i 3 magi, o i tre mercanti etc.) e che negli ultimi giorni di
dicembre si comportano in modo abbastanza particolare. Stiamo
parlando delle famigerate stelle delle cintura di Orione (quelle
che dovrebbero aver fatto da modello per le tre piramidi principali
della piana di Giza). Ebbene, in concomitanza coi giorni successivi
al solstizio di inverno queste tre stelle che sono allineate con
Sirio (la stella più luminosa del cielo notturno) vanno proprio a
disporsi nel cielo indicando con precisione il punto in cui sorgerà
il sole la mattina del 25 dicembre. Capisco che sembri delirante,
ma le immagini sotto dovrebbero chiarire un po’ la situazione:
Nella prima immagine potete vedere la posizione di Sirio (Sirius) e
delle tre stelle della cintura di Orione la notte del 24 dicembre
(la cintura di Orione è composta da quelle tre stelline in linea
che nell’immagine stanno all’incirca fra Sirio e Jupiter (Giove)).
Bene se tracciate una linea che unisce più o meno le 4 stelle (3 di
Orione+ Sirio) e raggiungete l’orizzonte in basso, sapete che li
sorgerà il sole alla mattina del 25 dicembre (come dimostrato dalla
seconda immagine)

20121225-233700.jpg

20121225-234052.jpg Ora, se non lo avete ancora notato questo movimento
stellare equivale esattamente a quello che accade nella leggenda
che tutti conosciamo:i 3 re Magi seguono una stella molto
splendente (la storia della cometa è un’aggiunta successiva) che
guiderà loro nel luogo in cui nascerà il “salvatore” (cioè il
sole). Fila parecchio, mi pare. Ovviamente potrebbero essere
esclusivamente delle congetture, potrebbe essere tutto casuale, ma
il dubbio personalmente rimane ben saldo. La cosa che mi pare più
interessante è notare come la spiegazione astronomica delle
leggende antiche (comprese le vicende legate al cristianesimo) ci
permetta di risolvere un problema che da sempre ci lascia
perplessi. Spesso infatti ci domandiamo: com’è possibile che in
parti diverse del mondo, lontane migliaia di chilometri le une
dalle altre, si siano sviluppate storie, miti e leggende
praticamente identiche fra loro? Se assumiamo come possibilità il
fatto che queste storie derivino dall’osservazione del movimento
della luna, dei pianeti e delle stelle la risposta è scontata: le
storie sono simili perché tutti gli uomini (che vivevano nello
stesso emisfero) osservavano, più o meno, lo stesso cielo stellato
e ne traevano simili indicazioni.
Per questo spero sia chiaro che affrontando le vicissitudini cristiane da un punto di vista astronomico non è mia intenzione attaccare la fede di nessuno, la quale è
inattaccabile per definizione. Il mio scopo è quello di raccontare queste
storie per smuovere in voi la curiosità di approfondire un po’
l’osservazione del cielo stellato che è una delle poche cose che è
meravigliosa, gratuita, e che ci accomuna con tutti gli esseri
umani che nel passato hanno calcato la stessa terra su cui viviamo
noi oggi.

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